Il Buddismo Chan, fondato da Bodhidharma (in cinese Pu Ti Damo), prevalse fino al sesto Patriarca Huineng e si sviluppò come corrente principale del Buddismo Cinese dopo il periodo centrale e ultimo della Dinastia Tang. La Scuola Chan è stata tramandata dalla tradizione dei Patriarchi e mantiene una trasmissione speciale non fondata su scritture o dogmi, quanto piuttosto sulla realizzazione della natura umana e il raggiungimento improvviso dell’Illuminazione.
Il Buddismo Chan condensa in sé la mirabile fusione tra Cultura Cinese e Buddismo Indiano.

Bodhidharma, il 28° Patriarca del Buddismo proveniente dall’India, fondò la Scuola Cinese Chan e l’insegnamento fu trasmesso ai suoi successori Huike, Sengcan, Daoxin, Hongren e Huineng.

Dopo Bodhidharma e i successivi Patriarchi, il Buddismo Chan fiorì e si sviluppò in cinque scuole chiamate Weiyang, Linji, Caodong, Fayan e Yunmen; per questo si fa riferimento al Chan anche come al fiore dai cinque petali che si svilupparono lungo la storia cinese del Buddismo.

La scuola Linji a sua volta si divise nei lignaggi Yangqi e Huanglong, che, insieme alle Cinque Famiglie formarono le Sette Sette.

Oggi ci si riferisce così a questi lignaggi come alle Cinque Famiglie e alle Sette Sette.

Il Buddismo

Introduzione

Il Buddismo fu fondato nell’India antica da Siddhartha Gautama, principe del Regno di Lumbini (l’attuale area del Nepal), proveniente dal clan degli Shakya, e chiamato anche Sakyamuni, ovvero il saggio degli Shakya. Piuttosto diffuso nei paesi asiatici, fu introdotto in Cina durante la dinastia Han Orientale (25AD-220 dC) e costituisce una delle più importanti religioni mondiali.

Il Buddismo rappresenta l’insegnamento del Budda piuttosto che una religione fondata sul culto di Budda, ma in realtà non può essere considerata precisamente né una religione né una filosofia. Pur se generalmente è conosciuto come una religione, il Buddismo nella sua origine costituisce il percorso necessario ad eliminare le sofferenze nella vita, coltivare la perfetta saggezza e raggiungere l’illuminazione.

Poche centinaia di anni dopo la scomparsa di Shakyamuni, esso  venne diffuso in tutto il subcontinente indiano ma le differenze dottrinali che ne scaturirono portarono a vari scismi. Le due correnti principali che lo identificano sono Mahasanghika e Theravada, quest’ultima religione predominante dello Sri Lanka e del sud-est asiatico. In epoca più tarda il Buddismo venne introdotto nello Yunnan, in Cina.

Introduzione e diffusione del Buddismo in Cina

Il Buddismo ha inizialmente raggiunto la Cina durante il periodo Han (202 a.C.-220 d.C.) e si differenziano tre principali scuole di Buddhismo cinese: il Buddismo Han, il Buddismo tibetano e il  Buddismo del Sud.

La sua popolarità crebbe soprattutto durante le dinastie del Nord e del Sud (420-581AD), tanto da far intraprendere la costruzione di numerose pagode e templi dedicati al Budda, ma  fiorì davvero sotto la protezione Imperiale dei governanti delle Dinastie dei Sui (581-617 dC) e dei Tang (618-907 dC). Da allora il Buddismo cinese ha iniziato un processo di continua e progressiva maturazione.

Durante il periodo feudale, il Buddismo Han perse gradualmente la sua importanza e diversi monasteri decaddero: nei monaci prevalsero ignoranza e superstizione.

Nei tempi moderni anche grazie al dedito lavoro dei suoi sostenitori, il Buddismo si è  continuamente sviluppato sotto ogni aspetto.

Lo sviluppo moderno del Buddismo in Cina

Dopo la fondazione della Nuova Cina nel 1949, la sua influenza nella vita religiosa cinese è cresciuta, ha subito la riforma nazionale, la fine della proprietà terriera e dello sfruttamento dei contadini e del sistema feudale, così come degli altri sistemi di sfruttamento.

Nel 1953, è stata fondata a Pechino l’Associazione Buddista Cinese e il maestro Yuanying ne è stato eletto primo Presidente. Dal 1980, la politica liberale riguardante le fedi religiose ne ha permesso una grande ripresa attraverso il progetto di promozione dello sviluppo del Buddismo Cinese.

In Cina esso si divide in tre categorie, in termini di famiglie linguistiche: Cinese, Tibetano e Pali. Le prime due si inquadrano all’interno del Buddismo Mahayana, mentre l’ultima nel Buddismo Theravada.

Il Buddismo tibetano è diffuso soprattutto in Tibet, Yunnan, Sichuan, Qihai, Xinjiang, Gansu, Neimeng, ma anche in altri territori.

Alla fine del 10° secolo, esso è stato diviso in differenti scuole tibetane con caratteristiche peculiari.

Il Buddismo Theravada, diffuso nelle zone del sud della Cina, è generalmente presente in molte regioni della Provincia dello Yunnan e seguito dalle popolazioni delle minoranze etniche Dai, Bulan, e quelle dell’ A’chang Wa.